Lettera alla giovane Sara

Tommy Milanese/The Players' Tribune

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Cara Sara di sette anni,

Ti scrivo per farti sapere che un giorno diventerai qualcuno che non avresti mai creduto di poter essere.

Ora, probabilmente sei un po’ confusa. Ti immagino seduta lì, con il tuo SuperTele sotto il braccio - quello che ti ha regalato il nonno, con la stampa di Batman.

Prima di tutto, lascia che te lo dica, quella stampa si sbiadirà molto. Batman scomparirà. Il Cavaliere Oscuro non può competere con te ed il tuo bisogno di giocare sempre con quella palla haha!

Quel pallone andrà con te ovunque. Fondamentalmente, l'unica volta che te ne separerai sarà quando andrai a fare il bagno a Barcola, ai Topolini, al Castello di Miramare.

A proposito, sei davvero molto fortunata a crescere in una parte così bella del mondo.

In questo posto bellissimo, il calcio diventerà la tua gioia più grande. So che lo è già, ma fidati di me, non sai quanto diventerà importante.

E la tua famiglia ti lascerà fare.

Boris Streubel/UEFA via Getty

Ho imparato che non tutte le famiglie sono come la tua. Non tutte le famiglie in Italia negli anni '90 vogliono una ragazza che giochi a calcio, fidati di me. Ma la tua sì. Sono felici per te. Il nonno ti accompagnerà a giocare per tutta Trieste. Anche la nonna verrà a fare il tifo per te.

E la mamma? Eh, conosci mamma. Farà amicizia con i genitori di tutti gli altri bambini e diventerà parte di questa piccola nuova comunità.

So che papà è già tornato nel suo Paese. Forse un giorno in futuro lo vedrai e vi ri-connetterete. Magari scoprirai di più sulle nostre radici, ma intanto avrai tante persone meravigliose intorno a te: mamma, la sua famiglia dell’Istria, zie, zii, nonni, i tuoi compagni di squadra, allenatori, insegnanti, tutte le persone del quartiere. Brava gente.

Promettimi che continuerai ad essere curiosa, e che imparerai qualcosa da tutte le persone che incontrerai lungo il cammino.

Sai qual è la cosa migliore della tua famiglia, però? Non importa quanto tu abbia investito nel calcio, o dove la tua passione per questo gioco riuscirà a portarti. Non ti metteranno mai sotto pressione per fare meglio. E non ti permetteranno di montarti la testa.

Sara ha perso 8-0? Va bene….

Sara ha vinto lo Scudetto? Bene….

Hahaha. I tuoi piedi saranno sempre ben saldi per terra.

La prima squadra di calcio a cui ti unirai sarà mista. Dico “mista”... ma solo perché ci sei tu. L'unica ragazza. Ma non importa. L'unico momento traumatico arriverà quando dovrai trasferirti in una squadra di sole ragazze all'età di 12 anni e lasciare i tuoi compagni di squadra. Fallo, vai con loro. Ti prometto che farai un sacco di nuove meravigliose amicizie. :)

Visionhaus

E sai cosa? Imparerai anche cose nuove sul calcio.

Imparerai che questa fissa del calcio non è solo un hobby, è una storia d'amore che durerà tutta la vita. È libertà. È gioia.

Ci saranno partite nelle quali potrai anche perdere “tanto a zero”, ma quando segnerai avrai la sensazione di aver appena vinto la finale di Champions League.

Non importa dove giochi, assicurati di continuare a giocare allo stesso modo di quando prendi a calci il Super Tele con la stampa di Batman.

So che non hai mai sognato che il calcio potesse diventare qualcosa di più del semplice divertimento. Che potesse diventare un lavoro. Il tuo lavoro. Come avresti mai potuto immaginarlo? Quando accendi la TV, il tuo calcio non esiste.

O.K. Lo capisco, ma continua a leggere, perché dopo arriva la parte alla quale faticherai a credere.

Prima verrai chiamata a giocare con la rappresentativa della tua regione, e poi per le giovanili della Nazionale.

Come puoi giocare a calcio e guadagnarti da vivere?

Sara Gama

Ti si aprirà un mondo intero, che non sapevi esistesse, ma che era sempre stato lì, sotto la superficie.

Quando ti unirai al Tavagnacco, il tuo primo club di Serie A, ti offriranno un totale complessivo di 100 euro al mese come rimborso spese.

SARAI PAGATA PER GIOCARE A CALCIO. HAHAHA.

Non ti sembrerà reale.

Prima o poi dovrai prendere decisioni difficili, se restare a Trieste o allontanarti dalla tua famiglia.

Come puoi giocare a calcio e guadagnarti da vivere?

Mi dispiace che queste siano le domande che tu e tutte le calciatrici della tua generazione dovete porvi.

Ma ti prometto che non sarà così ancora per molto. E tu farai parte del cambiamento.



Voglio parlarti di un altro momento in cui imparerai davvero qualcosa su te stessa, su chi sei e chi sarai.

Succederà quando nel 2005 verrai convocata per la Nazionale under 17 – la prima volta che in Italia verrà creata quella fascia di età per le donne – e andrai in un ritiro di tre giorni con tutte le altre ragazze.

Sarete tutte nervose. Questa è una cosa grossa. Le prime ragazze di questa età a rappresentare l'Italia. Sarai nervosa anche tu, ma arriverà il momento in cui l'allenatore chiederà al gruppo una volontaria per il ruolo di capitana della squadra.

Quality Sport Images

Osserverai mentre alcuni altri giocatori si guardano intorno nervosamente prima di alzare la mano.

Ti sentirai timida, ma poi sentirai una voce dentro di te. La ascolterai, ed alzerai la mano.

Alla fine, non otterrai subito la fascia da capitano. Verrà data alla giocatrice più grande della squadra. Era un test dell’allenatore che voleva capire di che pasta fossimo fatte quando eravamo sotto pressione!

Impareranno qualcosa su Sara Gama quel giorno, ma soprattutto, lo farai anche tu.

Mi fa sorridere adesso. Quel momento fisserà uno standard per la tua carriera. E porterai questo atteggiamento con te, ovunque tu vada.

Negli Stati Uniti, avrai un primo assaggio del tuo futuro, di cosa potrebbe essere il calcio femminile. Di cosa dovrebbe essere. 

Vedrai il modo in cui corrono, il modo in cui si allenano, gli standard, gli investimenti, le strutture che hanno a disposizione. Giocherai a fianco di giocatrici come Alex Morgan e Christine Press, che diventeranno stelle del calcio americano, e ad altre come Tuija Hyyrynen che ritroverai anni dopo per un’altra incredibile avventura.

Vedrai la differenza con l'Italia.

Ti renderai conto che la differenza è tanta.

Lo stesso accadrà al Paris Saint-Germain. In Francia si allenano tutti i giorni, mentre tu eri abituata a farlo tre volte a settimana la sera.

Vorrei poterti dire che ti adatterai e che tutto funzionerà alla perfezione in Francia, ma mi dispiace doverti dire che ci saranno degli infortuni che ti metteranno alla prova. Da quelle esperienze imparerai molto.

La cosa pazzesca è che anche quando farai davvero fatica a tornare in forma sarai comunque più allenata e avrai un ritmo maggiore rispetto agli standard che avevi prima.

Alla fine, dopo la finale di Champions’ League, lascerai il PSG e tornerai in Italia, e la gente sarà sorpresa del tuo ritorno. Poiché hai visto come possono essere le cose, non riuscirai più a rimanere in silenzio. Dovrai alzare la mano. È quello che sei.

Tullio M. Puglia/Getty

Ormai è il 2015 e nemmeno le tue compagne in Italia riescono più ad accettare l’indifferenza attorno al vostro sport. 

Non riuscirai ad accettare che gli accordi possano essere solo annuali, che i club per mancanza di risorse possano smettere di pagare le calciatrici.

Che ci sia una tale mancanza di professionalità di base.

Discuterai di tutti questi punti e altro con l’Associazione Italiana Calciatori e con la FIGC e molti altri attori del sistema. 

Combatterai quando sarà necessario.

Tu e le tue compagne, prima di una finale, esporrete uno striscione che reciterà:

CI SONO PUNTI DA CONQUISTARE CHE VALGONO PIÙ DI QUELLI IN CLASSIFICA.

Tu e le tue compagne di squadra dipingerete quelle lettere a mano, Sara, e sarete unite nel portare avanti quel pensiero e le cose concrete che lo avranno generato.

Ma nessuno vi ascolterà. 

Per questo aiuterai ad organizzare uno sciopero di tutte le calciatrici delle squadre di Serie A. 

Potrebbe sembrare folle per la ragazza che farebbe qualsiasi cosa per giocare in qualsiasi momento scegliere di non giocare, ma saprai cosa è giusto.

Sarà spiacevole a volte.



Ma saprai  che la lotta per la dignità e l'uguaglianza è molto più importante di qualsiasi partita.

Ti scrivo dal 2022, alla vigilia degli Europei e sono felice di dirti che ora le cose sono diverse.

Molly Darlington/AMA via Getty

Il momento in cui ti rendi pienamente conto di quanto lontano tu sia riuscita ad arrivare, sarà durante la Coppa del Mondo in Francia, nel 2019.

(Spoiler) Non vincerete, ma giocherete con tutto il vostro cuore per raggiungere i quarti di finale -  il miglior piazzamento tra tutti i paesi privi di un campionato nazionale professionistico . Percepirai la bellezza di quel torneo, un nuovo amore e l'apprezzamento da parte del pubblico e dei media.

Tu e le tue compagne sarete anche invitate dal Presidente Sergio Mattarella al Quirinale per celebrare il vostro straordinario cammino. Finalmente otterrete il riconoscimento dal nostro Paese.

Ci sentiremo finalmente visibili.

Credimi, significherà tutto per te.

Ah, sono orgogliosa di dirti che dal 1 luglio 2022 il calcio femminile diventerà professionistico a tutti gli effetti, ma tu sentirai che anche questo è solo l’inizio, non la fine.

Un nuovo mondo di nuove possibilità di crescita per il nostro sport. 

So che la nostra squadra darà il massimo quest’estate in campo per entusiasmare di nuovo la gente,  ispirando magari la prossima generazione di ragazze che stringono i loro SuperTele.

Questo è il ruolo che interpreterai. Spero che tu possa vederlo ora. Sarai una giocatrice importante in campo ma ancor più determinante sarai fuori dal campo.

E per questo, cara Sara, sono così orgogliosa.

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